Anche in Penisola i docenti comprano frigo e altre “schifezze” con i 500 euro: il bonus di Renzi è una mancetta

Dopo aver contattato una serie di negozi in Penisola Sorrentina e a Napoli (vedi il video) abbiamo capito quanto sia facile oltrepassare il sistema che lo Stato utilizza per controllare gli acquisti effettuati tramite la Carta del Docente. La maggior parte di loro ci hanno detto che si può acquistare di “tutto”, ma per capire meglio ci hanno invitato ad andare presso il loro negozio. Deve trattarsi di un “tutto” molto particolare che va approfondito da vicino.

Che cos’è la Carta del Docente? È un’iniziativa del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca prevista dalla legge 107 del 13 luglio 2015 volta a consentire ai docenti, attraverso un’apposita applicazione web, di usufruire dei benefici previsti dalla carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente. In parole povere? Stiamo parlando dei cinquecento euro che Matteo Renzi ha deciso di “regalare” ai docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado (quindi dalla scuola dell’infanzia a quella secondaria di II grado).

Per cosa possono essere spesi i 500 euro e quali sono le finalità (sulla carta) del bonus? Questi soldi servono per la formazione del docente. Quindi possono essere spesi per acquistare libri e testi, anche in formato digitale, pubblicazioni e riviste comunque utili all’aggiornamento professionale; hardware e software; iscrizione a corsi per attività di aggiornamento e di qualificazione delle competenze professionali, svolti da enti accreditati presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca; iscrizione a corsi di laurea, di laurea magistrale, specialistica o a ciclo unico, inerenti al profilo professionale, ovvero a corsi post lauream o a master universitari inerenti al profilo professionale; titoli di accesso per rappresentazioni teatrali e cinematografiche; titoli per l’ingresso a musei, mostre ed eventi culturali e spettacoli dal vivo; iniziative coerenti con le attività individuate nell’ambito del piano triennale dell’offerta formativa delle scuole e del Piano nazionale di formazione. Le cose che si possono acquistare sono “solo” queste e sono trascritte nel documento contenente le Domande Frequenti, che è stato compilato dallo Stato per chiarire alcuni punti fondamentali sulla Carta del Docente per l’anno scolastico 2017/2018.

La Carta del Docente è un’iniziativa in corso già da ben due anni scolastici e quello attuale costituisce il terzo (2017/2018). Il primo anno non fu possibile (solo sulla carta) per i negozianti accettare il bonus e vendere dispositivi utilizzabili prevalentemente a scopi personali e che con la formazione dei docenti hanno sicuramente poco a che vedere, come ad esempio gli smartphone (e ovviamente anche frigo, lavatrici, aspirapolvere e tanto altro). Da quest’anno, invece, le cose sono cambiate ed è stato molto semplice per i venditori sfruttare un “errore” (diciamo non voluto) all’interno delle Domande Frequenti, che dovrebbero chiarire la regolamentazione del bonus, ma che in realtà creano solo più confusione. Leggendo con attenzione i prodotti acquistabili notiamo la presenza della dicitura hardware e software. Nella prima categoria di prodotti (hardware) rientrano anche i telefoni cellulari. Da nessuna altra parte è specificato che non possono essere acquistati con i soldi del bonus i telefoni cellulari. Come, invece, è avvenuto per l’anno scolastico 2015/2016. Quando il bonus esordì,  infatti, era dettagliatamente specificato nelle Domande Frequenti che i telefoni non potevano essere acquistati.

Da quest’anno, al contrario, non è chiaro se si possa fare o meno e molti venditori si sentono anche “protetti legalmente” ad incassare i soldi del bonus smerciando smartphone ai docenti. Dunque questa pratica di acquistare device mobili (telefoni) con i soldi di Renzi dovrebbe essere diventata “legale”. Ma molti negozianti continuano a vendere con scontrini “falsi” prodotti di questo tipo e quindi senza alcuna garanzia. Il trucco è semplice: se volete acquistare un frigo con il bonus il negoziante stamperà una ricevuta fiscale dichiarando di aver venduto un prodotto compatibile con il bonus (come ad esempio un computer portatile). Ma in realtà consegnerà il prodotto desiderato dall’insegnante (per esempio un frigo).

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